martedì 11 settembre 2007

Latinorum : della felicità.

Quisquam
Vix radicitus e vita se tollit,et eiicit:
Sed facit esse sui quiddam super inscius ipse,
Nec removet satis a proiecto corpore sese,et
Vindicat.


Lucrezio,De rerum natura, III, 876-78; 882-83.

Lo spillo: le dimissioni da intellettuale di sinistra di Asor Rosa.

Si sapeva che gli intellettuali di sinistra capissero poco o nulla di politica interna,estera o economica. Ma davvero non c'era da immaginarsi che uno dei più eminenti tra loro ( si fa per dire) toccasse il fondo del grottesco. Difatti è dei giorni scorsi la notizia che il supercilioso Alberto Asor Rosa si è pubblicamente dimesso da intellettuale di sinistra per protestare contro i provvedimenti decisi da certi sindaci progressisti a danno dei lavavetri. Verrebbe da dare un consiglio ad Asor Rosa: perchè non fornisce il numero di targa della Sua auto per mandargli le bande di "lavavetri"che scorrazzano ai trivi delle città? Sorge un dubbio: magari seccato dai lavavetri ( a lavavetvi come dice Lui) potrebbe ritirare le dimissioni e tornare a fare l'intellettuale di sinistra. Sai che perdita per la notre gauche! Non sarà che senza questi geni potrebbe imbroccare qualche decisione sensata?
Alla prossima puntura.

Il citazionista/5. Quando al filosofo piacciono i muscoli.

Ipse dixit
"Il modello venezuelano è migliore della nostra democrazia formale." Gianni Vattimo,citato in Panorama,13/9/2007. Che ne pensate? non sarà che date le tendenze omofile del suddetto filosofo , trova attraente il tiranno Hugo Chavez?

domenica 9 settembre 2007

La vittoria postuma di Aldo Moro nel Paritto Democratico.

Si procede verso la costituzione del nuovo Partito democratico attraverso quella che gli addetti ai lavori,cioè giornalisti e commentatori politici, definiscono una fusione a freddo. Infatti non si può certo dire che la base e i militanti dei Democratici di Sinistra e della Margherita-D.L. siano entusiasti della prospettiva di fondare questo nuovo partito. Perdipiù l'accelerazione nell' individuare il leader designato (il sindaco di Roma Valter Veltroni) ha creato non poco sconcerto negli apparati dei due partiti. Fin qui non si registra niente di nuovo. Era difficile aspettarsi dell'entusiasmo da parte di chi ha militato e fatto politica sotto le bandiere di due partiti così importanti e potenti ( specie sul piano del controllo degli enti locali e dello Stato in genere) nel mettere via il proprio bagaglio di simboli e idee. Ma il punto vero è proprio questo:quali idee? Nella sostanza si tratta della riproposizione di una parte del pensiero politico moroteo, cioè si passa dall'allenza tra sinistra già comunista con i cattolici democratici e progressisti all'unione tra queste due forze in un partito unico. In linea teorica non è certo una novità,visto che di incontro tra comunisti e cattolici si parla e si ragiona da almeno sessant'anni, da quando Togliatti decise di includere i Patti lateranensi e il Concordato Mussolini nella Costituzione repubblicana. Il mondo comunista ha sempre guardato con attenzione a quello cattolico e alla dottrina sociale della Chiesa. Basti dire del ruolo e dell'importanza che ebbe Franco Rodano su Enrico Berlinguer,segretario per anni del P.C.I. Perfino Aldo Moro pensava necessaria e indispensabile una stretta collaborazione tra cattolici democratici della DC e il PCI. Quel che cambia radicalmente è il contesto e la “geografia del potere” in cui avviene l'unione tra queste forze politiche. Trent'anni fa Moro ( e non solo lui per la verità....) era convinto che il comunismo avrebbe vinto la sfida con il capitalismo nel dominio sul mondo e pertanto, onde evitare il peggio in Italia ( da pronunciamientos militari alla guerra civile) preferiva coinvolgere direttamente i comunisti nella gestione del Governo,per difendere la democrazia e al medesimo tempo indebolire le posizioni di “lotta” del PCI. Oggi il contesto è nettamente mutato. Moro fu ucciso dalle Brigate rosse, l'Unione Sovietica si è dissolta e il PCI ha cambiato varie volte il nome. Oggi le potenze emergenti sono la Cina, retta da un regime comunista con un'economia di mercato in fortissima crescita, e l'India,la più grande democrazia del mondo con sistema economico del pari brillante. Incombono sull'Occidente i rischi del fondamentalismo islamico,mentre una grave crisi demografica sta svuotando l'Europa dei popoli che l'hanno abitata da secoli. In quindici anni il quadro partitico italiano è radicalmente mutato. Sono scomparsi i partiti che hanno fatto la Repubblica democratica, la Dc e il PSI in particolare, e il loro posto politico è stato preso da Berlusconi. Come può,quindi, una visione politica rifarsi a quelle di Moro e Berlinguer? Come può un partito che si definisce adeguato ai tempi eleggere suo leader in Campania un Ciriaco De Mita che di quella stagione politica fu esponente di spicco? Né la realtà economica e sociale italaina è rimasta anche solo lontanamente quella di vent'anni fa. Ma è il dato della classe dirigente del futuro Partito Democratico a sorprendere. Difatti ci si aspetterebbe che la maggior parte dei suoi quadri provenissero dall'ex PCI ma le cose non stanno affatto così. Pare invece che la prevalenza dei delegati, che saranno eletti o sono già stati eletti per l'Assemblea costituente, saranno ex-popolari(anche senza arrivare al trionfalismo del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni che proclama di avere ben 800 delegati su 2400 totali,vale a dire un terzo del totale). Ciò è davvero impressionante, se si pensa che cos'era il PCI come macchina organizzativa,ma induce anche a riflettere sulle implicazione che ciò può comportare sull'area dell'elettorato moderato. Infatti è del tutto evidente che il Pd punta a occupare il centro della schieramento politico,ridimensionando le sue parti progressite e strappando consensi a quei partiti che sono adesso il centro del quadro politico,Udc e forse Forza Italia. Non per nulla l'ex ministro dell'Interno Pisanu, proveniente dalla Dc(dove ha svolto una brillante carriera politica) ha detto a Gubbio nei giorni scorsi che è assolutamnte necessario per Forza Italia strutturarsi come partito per presidiare saldamente l'area di centro del quadro politico. Non ci si può illudere che il Pd sia un'evoluzione con cambio di nome del fu Parito comunista, perchè quel che si va profilando è ben
altro. Si provi a pensare ai due concorrenti più forti di Veltroni, Enrico Letta e Rosy Bindi. Pur affermando cose opposte su vari temi ( dalle tasse ai diritti civili) provengono entrambi dalla fu Democrazia Crisitana e questo risponde,con ogni probabilità, a un ben preciso disegno strategico del Presidente del Senato Franco Marini, consistente nell'occupare la sinistra e il centro del Partito Democratico per influire su un leader già assai poco connotabile come di sinistra qual è Veltroni. Inoltre Veltroni sarà affiancato dall'ex popolare Franceschini come vice e otterrà il pieno appoggio del medesimo Marini,per il tramite dell'onnipresente Fioroni. E la sinistra del fu Correntone che fine farà? Che combineranno i Mussi,Cofferati,Angius etc.? Elaboreranno una specie di “cosa”rossa con Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti italiani ( e magari pure i Verdi) che non sarà altro che il contenitore delle forze a sinsitra del Pd, grosso modo quel che era il Psiup per il PCI. Se non vorranno essere confinati in perpetuo all'opposizione dovranno scendere a patti ragionevoli( si può star certi assai pesanti da accettare per il massimalismo di sinistra) con il Pd,che comunque potrà sempre sostituirli con il nascituro terzo polo di centro,risultato della fusione sempre possibile tra Udc e Udeur. Insomma gli eredi del Pci, dentro o fuori del Partito democratico, si troveranno in posizione tutt'altro che dominante con l'area cattolica progressista , con un sostanziale rovesciamento di quanto paventava Aldo Moro trent'anni fa. Si può concludere che Moro ( vittima – è bene rammentarlo – dei cosiddetti all'epoca “compagni che sbagliano”,i brigatisti rossi) ottiene a distanza di tanti anni una sostanziale e clamorosa rivincita a danno dei suoi “alleati” di allora,cui pensava di dover lasciare il ruolo centrale nella vita politica italiana, dato che questi avevano egemonizzato,seguendo l'insegnamento di Antonio Gramsci, la società civile delle professioni e della cultura. Si potrebbe dire che chi di egemonia culturale ferisce ,alla fine perisce.

domenica 2 settembre 2007

Gli affari di Lady trota salmonata.

Chi è la trota salmonata? È Maria Vittoria Brambilla,nella denominazione dei suoi affezionati ( si fa per dire) avversari , tra cui si possono ritrovare non pochi quadri del centro-destra. Si qualifica per imprenditrice e lo è. Vediamo in che misura. Gestisce direttamente un paio di aziende attive nel settore alimentare-ittico e ha un ruolo secondario nella trafileria di famiglia, le "Trafilerie Brambilla s.p.a.". quest'ultima azienda produce e lavora trafilati per molle in acciaio e inox e fattura 42,3 milioni di euro,con un utile netto di 236.000 euro. La parte del leone è svolta nel consiglio d'amministrazione dal padre Vittorio Brambilla,detentore del 50%dell'azienda ( mentre un altro 20% è in cassa della Popolare di Sondrio). E la "trota salmonata "che ruoli ha? "organizzare fiere ed eventi,sviluppare politiche di marketing operativo e strategico e selezionare personale specificatamente per l'area public relation". Pare un ruolo assai defilato e non certo comparabile con quello di amministratore delegato. Potrebbe,però, trattarsi di un bene,perchè così miss Romagna 1986 ( uno dei titoli della Presidente dei Circoli della Libertà) ha più tempo disponibile per l'attività pre-politica dei circoli. Infatti le sue nuove attività si van tramutando da hobbies in business. Si conta prima tra tutte,la Vittoria Media Partners, proprietaria del Giornale della Libertà. La nuova società è stata fondata a giugno assieme a Salvaotre Sciascia,vecchia conoscenza delle cronache giudiziarie di Tangentopoli e uomo ex plena fide di Silvio Berlusconi. Ma il vero core business della Lady dalla rossa chioma è quello del gruppo Sal e della Sotra Coast International, con cui nella vesta di amministratore unico ( è socia per il 40% del capitale,mentre il 60% è del padre) si è assicurata nel 2006 125.000 di stipendio. Gli affari riguardano l'import-export e vendita di prodotti ittici,freschi,congelati e surgelati. Lo scorso anno la Sal ha comprato , mediante leasing della banca Italease, la nuova sede di Brivio, a Lecco. Tutto qui il business della Lady dalla rossa chioma. Si possono varie considerazione su questo quadro un po' scarso ( se paragonato con l'impero di Berlusconi...) di attività economiche, ma una di certo salta agli occhi subito. La trota salmonata , se dovesse fare mai politica attiva,non si troverà quella palla al piede che fu ed è il conflitto d'interessi per Berlusconi, che certo ne ha limitato l'azione politica in determinazione e incisività. E ciò forse non è poi un male, sempre che i mandarini romnai non si divorino la trota salmonata. Ma chi scrive l'ha vista da vicino e la trota potrebbe rivelarsi uno squalo. Tigre , assai difficile da fare a fette. State attenti,quindi,cari bonzi del Palazzo romano: potreste avere delle spiacevoli sorprese.

Le scelte di riarmo a carattere obbligato della Russia.

La Russia dell'ultimo Putin pare imboccare una strada di riarmo e competizione geo-strategica su larga scala con gli Stati Uniti e per questo imposta una collaborazione con i vicini d'Asia:Cina ,Kazakistan e altri stati dell'Asia centrale. Vi è chi paventa un ritorno della guerra fradda. Sarà poi vero? Se ne può dubitare,per almeno tre motivi. Primo di tutti è la situazione di degrado demografico che sta vivendo la Russia e che la sta portando a avere una popolazione che di anno in anno decresce per effetto dell'emigrazione. Non è una questione da prendere alla leggera perchè già adesso gli alti comandi dell'armata russa trovano difficoltà a reclutare truppe sufficienti da mandare in Cecenia per la guerra caucasica. Ci si può figurare se potranno tenere in piedi il terzo esercito al monodo per effettivi ancora per molto. Difatti la Russia dispone di una proiezione geostrategica sbilanciata a favore delle armi convenzionali e dell'esercito (si pensi solamente alla sorveglianza delle frontiere di un paese di quelle dimensioni) a discapito di tecnologie avanzate e marina. Ciò è dovuto alla conformazione geografica della Russia,circa 17 milioni di km quadrati di superficie che vanno dai confini dell'Unione Europea ( Kaliningrad era la capitale della Prussia orientale) fino alle coste di fronte all'Alaska, uno dei 50 stati d'America. Il secondo è legato all'irredentismo fondamentalista islamico di cui la Cecenia è solo la punta dell'iceberg e enmmeno la più pericolosa. Focolai sono rintracciabili in tutto il Caucaso, poi in Crimea, sugli Urali, nel Tatarstan etc. Già oggi l'Islam è la prima fede di Russia per numero di praticanti e ciò per effetto della distruzione della chiesa Ortodossa russa perseguitata dai sovietici. Il terzo è la sostanziale e storica rivalità con la Cina,assai più profonda di quelle storicamente avute con le potenze europee. Non bisogna dimenticare che per i cinesi i trattati con cui i russi nel corso dei secoili si sono appropiati della Siberia e in particolare delle regioni della ricchissima oblast' pacifica e ultramancese sono etichettati come trattati ineguali,cioè alla stregua di quelli con cui Regno Unito,Francia,Germania e Giappone strapparono concessioni territoriali e privilegi al Celeste impero. Pertanto i cinesi hanno la ferma convinzione di ricuperare tutto e riportare i confini dell'Impero di mezzo a reinglobare quelle terre,che oltretutto servono moltissimo per lo sviliuppo dell'economia cinese affamata di materie prime e risorse naturali. Del resto i cinesi hanno recuperato Hong Kong e Macau, perchè dovrebbero renunziare alle terre nordiche? Dal loro punto di vista non ne hanno intenzione nè hanno torto. Ora i russi non hanno l'anello al naso,come gli europei con gli arabi e i maomettani, e sanno benissimo i rischi che corrono a stringersi a una Cina che vuole per lo meno un terzo della superficie della ferderazione russa. Perciò impediscono l'insediamneto di cinesi nell'oblast' di Vladivostok. Ma hanno necessità della Cina per combattere i fondamentalisti ( nemici dei cinesi pure) e per contare di più nelle relazioni con l'America. Ecco spiegato l'accordo di coopoerazione coi cinesi:tattica spregiudicata per evitare di avere un peso sempre minore nelle relazioni internazionali, cioè per evitare di diventare un rimpianto di Grande Potenza,come è successo agli stati europei, per capirsi, come Francia e Germania in primis.
Ad proxima acta diurna

sabato 1 settembre 2007

La scomparsa di un Uomo libero

È morto all'età di 79 anni il Professore emerito di diritto del lavoro dell'Universtità di Pisa,Giuseppe Pera. Il cronista di questo blog ne piange la perdita per la città di Lucca e ancor più per il mondo accademico in cui faceva stecca nel coro sessantottardo che lo domina. Mai si era piegato al conformiso dilagante e imperante. Vantava un curriculum vitae di valore incomparabile e impareggiabile e aveva sempre dato prova di esprimere valutazioni libere e autonome,fuori dagli schemi preconcetti e precostituiti,come deve essere un riformista autentico nel senso mazziniano della parola. Anche quando esprimeva giudizi che non ci sentivamo di condividere, sempre lo faceva con un chiaro concatenarsi logico di argomentazioni,senza pregiudiziali ideologiche di sorta. Infatti era netto anche il suo giudizio sulle degeneraziuioni politiche e politicanti della magistratura: scriveva nel 2002 “ gli alti lai della categoria (della magistratura)mi commuovono poco;hanno ragione nel difendere l'indipendenza,ma per altro verso raccolgono quello che hanno seminato;tutto prima o poi si paga”. Ancora più duro era la sua valutazione sullo sfacelo dell'Università e della categoria forense,imbarbariti da riforme demagogiche il cui costo ricade sul cittadino e la comunità tutta. Con la minutaglia politica di oggigiorno poco aveva a che spartire,perchè aveva combattutto battaglie ben più serie,fin da quella della libertà contro l'invasore tedesco del 1945. Ci mancheranno le Sue “noterelle”,pubblicate sulla Rivista Italiana di Diritto del Lavoro,sempre paradossali e sferzanti nel denuciare il malcostume di una società civile alla deriva in una globalizzazione sfrenata che nessuno ha il coraggio o la volontà o le capacità di controllare. Lucca perde uno dei Suoi uomini migliori. Suggeriremmo al Sindaco Favilla di dedicarGli una targa in memoriam, se non sapessimo che ciò farebbe infuriare il Professore. Cercheremo di non dimenticare la Sua lezione più importante:quella della libertà di giudizio e opinione, assai difficile da perseguire in un tempo come l'attuale dominato da un successo tanto facile quanto effimero.